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Uso del Distanziatore

DEFINIZIONE

È un apposito apparecchio da interporre tra la bocca del paziente e l’erogatore a pressione (cosiddetta “bomboletta spray”), creato per superare le difficoltà insite nell’uso dell’erogatore a pressione stesso, cioè la necessità di coordinare l’attivazione manuale con l’inalazione dell’aerosol erogato.

 

FUNZIONE

Ha la funzione di trattenere nel suo interno il farmaco erogato, permettendone la successiva inalazione.

Aumentano la percentuale di farmaco depositata nelle vie aeree periferiche consentendo l’evaporazione del propellente. Migliori risultati effettuando l’inalazione alcuni secondi dopo l’erogazione del puff.

 

INDICAZIONI

Sono consigliati in pazienti pediatrici perché non usano correttamente gli erogatori a pressione, perché riducono l’impatto del farmaco sull’orofaringe, perché riducono l’insorgenza di candidosi orale e raucedine.

Sono consigliati in pazienti con persistente grado di bronco-ostruzione.

 

COME USARE il DISTANZIATORE

VERIFICA FUNZIONAMENTO DELLE VALVOLE:

Prima di adoperare il distanziatore verificare che le valvole siano perfettamente funzionanti.

Prendere il distanziatore e tenerlo con la maschera facciale rivolta verso il viso.

Premere la maschera leggermente sulla bocca.

Respirare lentamente all'interno della maschera.

Al momento dell'espirazione la valvola esterna, dovrebbe muoversi leggermente.

Al momento dell'inspirazione dovrebbe invece muoversi la valvola interna.

PREPARAZIONE DELL'AEROSOL

Togliere il cappuccio protettivo dal boccaglio della bomboletta stringendolo leggermente ai lati.

Agitare bene la bomboletta.

Inserire la bomboletta con cautela nell'apposito alloggiamento.

Il boccaglio della bomboletta deve essere rivolto verso l'interno del distanziatore.

LA SOMMINISTRAZIONE DEL FARMACO AL BAMBINO

Tenere il bambino fermo.

Mettere il distanziatore in posizione orizzontale.

Con il pollice premere una volta sola sul fondo della bomboletta per liberare una dose di farmaco.

Attenzione: spruzzare all'interno del distanziatore una sola dose per volta.

Posizionare il più velocemente possibile la maschera facciale delicatamente, ma con fermezza, sul naso e bocca del bambino.

Tenere il distanziatore inclinato in modo che risulti comodo sia per l'adulto che per il bambino.

Verificare che la maschera aderisca perfettamente al viso del bambino.

Tenere il distanziatore in questa posizione finché il bambino non abbia effettuato dalle 5 alle 10 respirazioni (circa 15 secondi). E' possibile contare il numero dei movimenti respiratori del bambino osservando le valvole muoversi ad ogni singolo respiro.

Allontanare la maschera facciale dal viso del bambino.

Se il Medico ha prescritto al bambino 2 dosi per ciascuna applicazione, ripetere le operazioni descritte ai punti 5 e 6.      

Estrarre la bomboletta dal distanziatore.

Rimontare il cappuccio protettivo del boccaglio sulla bomboletta premendo fino ad udire lo scatto

Spirometria

SIGNIFICATO CLINICO DEI PRINCIPALI PARAMETRI SPIROMETRICI

CVF (capacità vitale forzata): la sua riduzione nell'asmatico esprime la presenza di una grave ostruzione aerea.

PEF (picco di flusso espiratorio): è un parametro sforzo-dipendente che misura il flusso massimo espiratorio,

abitualmente ottenuto nei primi decimi di secondo di una espirazione forzata.

La diminuzione del PEF esprime un'ostruzione prevalente delle grosse vie aeree. Ciò, unitamente alle ampie variabilità

individuali, lo rende, se singolarmente considerato, un indice poco sensibile per la valutazione della bronco

ostruzione, pur essendo una modalità di misurazione facile, possibile anche da parte di bambini di tre-quattro

anni.

VEMS (o FEV1) (volume espiratorio massimo al secondo): è un indice sensibile e riproducibile dello stato di

pervietà delle vie aeree. La sua diminuzione indica una broncoostruzione generalizzata.

Rapporto VEMS/CVF (indice di Tiffenau): la sua diminuzione esprime la presenza di un difetto ventilatorio ostruttivo.

FEF 25-75 o MMEF (flusso massimo medio espiratorio): la sua riduzione esprime un'ostruzione a livello delle vie

aeree periferiche. È un indice molto sensibile di ostruzione aerea e può essere alterato anche in presenza di un

VEMS normale.



SIGNIFICATO CLINICO DEI PRINCIPALI PARAMETRI DI UNA CURVA FIV

MEF 25 (flusso massimo al 25% della CVF espirata): espressione della pervietà delle vie aeree più grandi.

MEF 50 (flusso massimo al 50% della CVF espirata): espressione della pervietà delle medie e piccole vie aeree.

MEF 75 (flusso massimo al 75% della CVF espirata): espressione della pervietà delle vie aeree periferiche.