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Malocclusioni

Si definisce malocclusione un'occlusione dentaria non ideale.

L'occlusione dentaria ideale, definita da Angle nel 1890 come normale, prevede che la cuspide mesiovestibolare del primo molare superiore, identificato come chiave dell'occlusione, debba occludere nel solco vestibolare del primo molare inferiore.

Questa relazione fra i primi molari superiori e inferiori (I classe molare) permette ai denti di disporsi secondo una curva armonica (ad eccezione dei casi di anomalie di dimensione dentale discrepanti rispetto alle arcate),

Le malocclusioni che si possono inquadrare partendo da questa definizione sono quattro:

- la cuspide del primo molare superiore occlude più mesialmente rispetto al solco vestibolare del primo molare inferiore per crescita antero-posteriore aumentata della mascella e/o ridotta della mandibola (Il classe molare)

- la cuspide del primo molare superiore occlude più distalmente rispetto al solco vestibolare del primo molare inferiore per crescita antero-posteriore ridotta della mascella o aumentata della mandibola (III classe molare)

- la cuspide del primo molare superiore occlude più lingualmente rispetto al solco vestibolare del primo molare inferiore per diametro trasverso ridotto della mascella e/o aumentato della mandibola

- la cuspide del primo molare superiore occlude più vestibolarmente rispetto al solco vestibolare del primo molare inferiore per diametro trasverso aumentato della mascella e/o ridotto della mandibola.

Nell'occlusione ideale il margine incisale del gruppo incisivo superiore deve occludere da 2 a 3 millimetri anteriormente rispetto al margine incisale degli incisivi inferiori e il gruppo incisivo superiore deve coprire il gruppo incisivo inferiore di 1 o 2 millimetri. Alterazioni di questi valori rappresentano altri tipi di malocclusioni.

 

RACCOMANDAZIONI

(Ministero della Salute italiano, 2008)

Al fine di favorire la fisiologica crescita delle basi ossee e, perciò, evitare quadri di malocclusione si possono fare alcune raccomandazioni.

 

Raccomandazione 1

Incentivare l'allattamento al seno ove possibile, al fine di favorire un corretto sviluppo dei mascellari

L'allattamento artificiale è strettamente correlato con lo sviluppo di malocclusioni.

Raccomandazione 2

Adottare misure atte a disincentivare la suzione non nutritiva dopo i 2 anni, per interromperla entro l'anno successivo.

L'uso del ciuccio oltre i 3 anni contribuisce ad aumentare l'incidenza del morso aperto anteriore, del cross-bite posteriore e del palato stretto alterando soprattutto il diametro trasverso mascellare. Il processo col quale tettarelle artificiali e ciucci contribuiscono allo sviluppo di malocclusioni è lo stesso. La loro conformazione e la loro posizione all'interno del cavo orale tende a trasferire sul palato in senso verticale verso 1'alto la forza esercitata dalla lingua per la suzione. Questo trasferimento di forza si concretizza in uno stimolo di crescita sui processi palatini dei mascellari tale da far assumere al palato un aspetto ogivale. Lo sviluppo in verticale della cupola palatina tende a ridurre il diametro trasverso della base, quindi a formare un cross-bite posteriore. Il palato assume così una conformazione alta e stretta.

Raccomandazione 3

l bambini con respirazione prevalentemente orale e mascellare superiore contratto traggono beneficio da espansione ortopedica del mascellare.

Il palato ogivale, oltre che concretizzarsi con varie malocclusioni dento-scheletriche, determina difficoltà respiratorie per una riduzione dello spazio nelle cavità nasali. Il soggetto compensa queste difficoltà respiratorie con la respirazione orale (spesso causa di infiammazioni alle adenoidi). L'espansione ortopedica del palato permette di risolvere le malocclusioni e i problemi respiratori.

Raccomandazione 4

Monitorare i pazienti con postura bassa ed anteriore della lingua, al fine di prevenire il morso aperto dento-alveolare e l'eccessiva crescita mandibolare.

 

La postura bassa della lingua nel cavo orale influenza la crescita maxillo-mandibolare nei bambini in età prescolare. La crescita mandibolare può essere resa eccessiva dalla forza postero-anteriore determinata dalla lingua, se essa assume una posizione bassa nel cavo orale ma comunque confinata all'interno delle arcate. Se la lingua si posizione abitudinariamente fra le arcate determina la permanenza di uno spazio fra i gruppi incisivi superiore e inferiore e quindi un open-byte anteriore.

Carie dentale

La patologia cariosa è una malattia infettiva a carattere cronico-degenerativo, trasmissibile, ad eziologia multifattoriale, che interessa i tessuti duri dentali i quali vengono distrutti da questa. Essa rappresenta ancora oggi una delle patologie più diffuse nella popolazione generale con particolare incidenza in età evolutiva Secondo il diagramma proposto da Keyes nel 1962, ancora oggi ritenuto valido, sono necessari tre fattori di rischio fondamentali perché si realizzi la carie:

  • flora batterica cariogena

  • dieta ricca di carboidrati fermentabili

  • ridotte difese dell'ospite.

È proprio su questi elementi che deve agire il programma di prevenzione

 

RACCOMANDAZIONI

(Ministero della Salute italiano, 2008)

Raccomandazione 1

La considerevole prevalenza della patologia cariosa nella popolazione infantile italiana suggerisce di considerarla tutta a rischio di carie.

(forza della raccomandazione A, grado dell'evidenza VI)

Raccomandazione 2

La fluoroprofilassi deve essere consigliata per tutti i soggetti in età evolutiva (dai 3 ai 6 anni) che vivono in aree con acqua a basso contenuto di fluoro (<0.6 ppm)

(forza della raccomandazione A, grado dell' evidenza I)

Sebbene con un minor grado di certezza scientifica sembra che - poiché l'efficacia preventiva del fluoro è maggiore quanto più precoce e costante ne è l'assunzione - anche durante la gravidanza e l'allattamento sia consigliato fame uso. Da qui nascono le due seguenti sottoraccomandazioni:

- la fluoroprofilassi può iniziare dal 3° mese di gravidanza con la somministrazione alla madre di 1 mg/die

(forza della raccomandazione C, grado dell'evidenza VI)

- fluoroprofilassi 0-6 mesi: è possibile somministrare 0.25 mg/die o continuare la somministrazione di 1 mg/die alla madre che allatta

(forza della raccomandazione B, grado dell'evidenza VI)

Certo è che la fluoroprofilassi raggiunge la massima efficacia dopo l'eruzione dei denti, grazie alla capacità del fluoro di rafforzare la struttura dei denti mediante la formazione di cristalli di fluoroapatite, di remineralizzare lo smalto demineralizzato e di inibire l'adesione e la moltiplicazione di S. mutans, principale agente cariogeno.

Raccomandazione 3

La somministrazione di fluoro per via sistemica è raccomandata per tutti i soggetti dai 6 mesi ai 3 anni e costituisce l'unica forma di somministrazione

(forza della raccomandazione A, grado dell' evidenza I)

A quest'età, infatti, la fluoroprofilassi topica tramite dentifrici può esporre a rischio di sovradosaggio.

È anche possibile estendere la fluoroprofilassi sistemica fino ai 6 anni adeguando chiaramente la dose.

La Tabella 1 riporta le dosi di fluoro-profilassi sistemica per fasce d'età e in relazione al contenuto di fluoro nelle acque.

 

Tabella 1 – schema di supplementazione del fluoro (in mg) in età pediatrica

Raccomandazioni dell’America Academy of Pediatrics (AAP) 1995

 

concentrazione di fluoro nell’acqua potabile

età

meno di 0,3 ppm

tra 0,3 e 0,6 ppm

più di 0,6 ppm

0-6 mesi

0

0

0

6 mesi – 3 anni

0,25

0

0

3 anni – 6 anni

0,50

0,25

0

6 anni – 16 anni

1,00

0,50

0

Raccomandazione 4

La somministrazione di fluoro per via topica attraverso l'uso di paste dentifricie a basso contenuto di fluoro (500 ppm) è raccomandata dai 3 ai 6 anni di età, due volte al giorno.

Dopo i 6 anni, l'uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro due volte al giorno è di fondamentale importanza nella prevenzione della carie e può costituire l'unica forma di somministrazione.

(forza della raccomandazione A, grado dell'evidenza I)

La quantità raccomandata di dentifricio per i bambini sotto i 6 anni deve essere minima, pari alla grandezza di una lenticchia.

Il dosaggio deve essere controllato da un adulto e il bambino non deve essere lasciato libero di fruire del dentifricio, accorgimenti necessari affinché il rischio di fluorosi sia raro.

Dopo i 5 anni, età al di sotto della quale il rischio di ingestione involontaria di dentifricio è considerato maggiore,  è consigliato l'uso di una pasta contenente almeno 1000 ppm di fluoro.

Per i pazienti con rischio di carie elevato sono necessarie misure preventive addizionali, come ulteriori prodotti a base di fluoro scelti in base alle necessità del caso dall'odontoiatra pediatrico.

Raccomandazione 5

Le sigillature sono indicate per tutti i bambini.

La loro efficacia nel prevenire la carie è massima se vengono applicate nei 2 anni successivi all'eruzione e la loro integrità va controllata ogni 6-12 mesi.

(forza della raccomandazione A, grado dell'evidenza I)

La sigillatura consiste nella chiusura meccanica di quelle irregolarità dello smalto dentario presenti principalmente sulla porzione masticante dei molari, ma anche dei premolari ed in alcuni casi sulla superficie palatina dei denti anteriori.

La sigillatura è particolarmente indicata per i primi molari permanenti che, occupando una posizione piuttosto arretrata nel cavo orale del bambino, non risultano facilmente raggiungibili dallo spazzolino nei soggetti di 6-7 anni.

L'efficacia delle sigillature nella prevenzione della carie è massima a condizione che vengano applicate in tempi ristretti dopo l'eruzione per la maggior suscettibilità alla malattia del dente appena erotto, la quale persiste per i primi due anni circa.

Raccomandazione 6

L'uso del succhiotto edulcorato e l'uso non nutrizionale del biberon contenente bevande zuccherine NON devono essere dati assolutamente.

(forza della raccomandazione A, grado dell'evidenza I)

È infatti questa abitudine scorretta la causa principale di carie rapidamente destruente (conosciuta anche come "carie rampante" o baby bottle syndrome nei paesi anglofoni o ancora "carie precoce") che interessa più spesso la superficie vestibolare dei denti del settore anteriore della dentatura decidua e diffonde rapidamente al resto della dentizione provocando dolore, comparsa di ascessi e fistole, malessere generale e, in alcuni casi, anche malnutrizione.

Poiché la sospensione immediata del vizio è spesso difficile, si può suggerire al genitore di continuare, almeno per un certo periodo di tempo, la somministrazione del biberon nelle ore notturne, se questo è di aiuto al sonno, ma con il solo contenuto di acqua.

Raccomandazione 7

L'assunzione di bevande e cibi contenenti carboidrati semplici è sconsigliata fuori dai pasti.

(forza della raccomandazione A, grado dell'evidenza I)

La relazione tra consumo di "zuccheri" e malattia cariosa nei paesi industrializzati per lungo tempo è stata ritenuta virtualmente lineare: più una popolazione consumava "zuccheri", più elevata era la prevalenza della patologia cariosa.

 

Recentemente la relazione sembra assumere una tendenza non più lineare per il ruolo protettivo del fluoro, che è in grado di ridurre il rischio di carie anche in presenza di elevati e crescenti consumi di zuccheri. L'assunzione di zuccheri aggiunti può arrivare a 15 Kg/pro capite/anno (45 g/die) in presenza di un adeguato apporto di fluoro.