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False controindicazioni alle vaccinazioni

NON costituiscono controindicazioni alla vaccinazione:

- affezioni minori, quali le infezioni delle vie respiratorie superiori o quelle diarroiche con febbre;

- allergie (escluse quelle alle proteine dell'uovo ed agli antibiotici per i vaccini che le contengono), asma, manifestazioni atopiche;

- antecedenti familiari di convulsioni;

- trattamenti in corso con antibiotici, con corticosteroidi a basso dosaggio o per applicazione locale;

- dermatosi, eczema o infezioni cutanee localizzate;

- affezioni croniche del cuore, dei polmoni, del fegato, dei reni;

- malattie neurologiche non evolutive e sindrome di Down;

- antecedenti di ittero neonatale;

- prematurità ed immaturità;

- disturbi della coagulazione;

- malnutrizione;

- allattamento al seno;

- gravidanza;

- convulsioni febbrili;

- incubazione di una malattia.

 

Non costituiscono controindicazioni alla vaccinazione, ma anzi costituiscono MOTIVO PRIORITARIO per la vaccinazione:

- asma

- mucoviscidosi

- morbo celiaco

- broncopneumopatie croniche

- cardiopatie congenite

- sindrome di Down

- malattie neurologiche non evolutive

- malnutrizione

- prematurità ed immaturità (in questo caso, i soggetti dovranno essere vaccinati secondo il calendario vaccinale usuale, qualunque sia il grado di immaturità).

La vaccinazione, quindi, rappresenta esclusivamente un atto di natura medica, di esecuzione pratica relativamente semplice, di sicurezza quasi assoluta, da eseguirsi sotto la responsabilità di un medico ed assicurando la immediata disponibilità di alcuni presidi essenziali di pronto intervento quali, ad esempio, cortisonici, adrenalina, ecc.

Conseguentemente, solo comprovate motivazioni di natura medica costituiscono valide cause per la concessione dell'esonero dalle vaccinazioni obbligatorie da parte dell'Autorità Sanitaria Locale.     

 

BIBLIOGRAFIA

 

"Le vaccinazioni in pediatria" - Vierucci e coll -  "Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni 2005, terza edizione"

Vaccinazioni anti varicella

VARIVAX: vaccino vivo della varicella, ceppo Oka/Merck

 

Posologia e modo di somministrazione

I bambini da 1 a 12 anni devono ricevere un'unica dose di 0,5 ml.

Adolescenti (a partire dai 13 anni d' età) ed adulti devono ricevere due dosi da 0,5 ml; la seconda dose di 0,5 ml deve essere somministrata entro 4 - 8 settimane dalla prima.

Il vaccino deve essere iniettato per via sottocutanea nella regione deltoidea o antero-superiore della coscia.

 

Controindicazioni

Ipersensibilità alla gelatina, al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti ed ai residui presenti nel vaccino. Soggetti in terapia immunodepressiva (comprese dosi elevate di cortisteroidi). Soggetti affetti da immunodeficienza cellulare primaria o acquisita, soggetti con AIDS, tubercolosi, episodio febbrile in atto, gravidanza.

La trasmissione del virus vaccinale, da vaccinati sani che sviluppano un rash di tipo varicella a soggetti sani suscettibili con cui sono venuti in contatto, può verificarsi raramente. Tre casi su oltre 19 milioni di dosi somministrate negli USA tra il 1995 e il 1999. Coloro che ricevono il vaccino devono cercare di evitare, per quanto è possibile, di venire a stretto contatto con soggetti suscettibili ad alto rischio fino a sei settimane dalla vaccinazione (soggetti immunodepressi, donne in gravidanza, neonati da madre senza una anamnesi documentata di varicella). 

 

Effetti indesiderati

  • eventi molto comuni (>10%): reazioni locali nella sede di iniezione (dolore, indolenzimento, gonfiore e/o eritema, rash, prurito, ematoma, indurimento, rigidità (20%); febbre >39°C orale (16%);

  • eventi comuni (>1%, <10%): rash tipo varicella (diffuso 3%); al sito di iniezione 3%.

 

In studi clinici associati con il vaccino vivo della varicella (Oka-Merck a dosi variabili da circa 1000 a 17000 UFP) la maggioranza dei soggetti che avevano ricevuto il vaccino antivaricella, (Oka-Merck) e sono poi stati esposti al virus selvaggio, sono risultati o completamente protetti dalla varicella o hanno sviluppato una forma lieve della malattia.

In un gruppo di 9202 bambini che avevano ricevuto una dose di vaccino vivo della varicella sono stati osservati 1149 casi di infezione (contratta dopo più di 6 settimane dalla vaccinazione) dei quali 20 (1,7%) sono stati classificati come gravi (numero di lesioni circa > 300, temperatura corporea misurata per via orale >37,8°C).

Il dato sopra riportato, confrontato alla proporzione del 36% dei casi gravi verificatisi a seguito dell'infezione da virus selvaggio nel gruppo storico di controllo non vaccinato, corrisponde al 95% di riduzione relativa nella proporzione dei casi gravi insorti nei vaccinati che hanno acquisito l'infezione nonostante la vaccinazione.

Vaccinazioni Anti Rotavirus

Il Rota virus è la principale causa di diarrea grave nella fascia 0-5 anni in tutti i paesi del mondo.

Il picco d'incidenza è tra i  4 e i 36 mesi.

In Italia possiamo stimare un'incidenza di 250.000-350.000 episodi all'anno.

I controlli effettuati per dimostrare la sicurezza dei vaccini anti-Rota virus sono stati di dimensione straordinaria ed hanno superato rigorosi studi di sicurezza oltre che di efficacia.

 

ROTATEQ

Vaccino ORALE vivo attenuato pentavalente.

Approvato dalla FDA nel 2006. Raccomandato dall'Advisory Committee on Immunization Practices

Schedula: la 1^ dose in età compresa tra le 6 e le 12 settimane, le due successive dosi dopo un intervallo di 4-10 settimane. Tutte le dosi entro le 32 settimane di età (in pratica, a 2-4-6 mesi).

L'efficacia protettiva è stata misurata come riduzione, rispetto al placebo, dell'incidenza delle gastroenteriti gravi da Rota virus manifestatesi almeno 2 settimane dopo la 3^ dose di vaccino, e fino a 2 anni dal completamento del ciclo vaccinale.

Efficacia: 98% nel prevenire l'insorgenza delle forme gravi di diarrea. 74% di tutte le forme.

Può essere somministrato con tutti i vaccini contenenti qualsiasi tipo di combinazione di DTaP, IPV, HIB, HBV e il vaccino pneumococcico.

E' somministrabile prima o dopo l'ingestione di cibo o liquidi e durante l'allattamento.

RotaTeq è stato escreto nelle feci dell'8,9% dei soggetti vaccinati, quasi esclusivamente nella settimana successiva alla 1^ dose, e dello 0,3% dei soggetti dopo la 3^ dose. Da un punto di vista teorico è possibile che il vaccino possa essere trasmesso a contatti sieronegativi. RotaTeq deve essere somministrato con cautela ai soggetti che sono in stretto contatto con individui immunocompromessi. Inoltre, coloro che si prendono cura dei lattanti vaccinati da poco tempo dovrebbero osservare attente misure igieniche, specialmente quando sono a contatto con le secrezioni biologiche.

 

ROTARIX

Vaccino orale vivo attenuato. Schedula: 1^ dose a 2 mesi, 2^ dose a 4 mesi di età.

Efficacia: 85% nel prevenire l'insorgenza delle forme gravi di diarrea. 100% delle forme con grave disidratazione.

 

Controindicazioni:

  • ipersensibilità ad uno dei componenti del vaccino

  • reazione allergica alla prima dose del vaccino stesso

  • anamnesi positiva per intussuscezione

  • soggetti con malformazioni del tratto gastrointestinale

  • deficit immunitario

Il vaccino deve essere posticipato nei lattanti affetti da malattia febbrile acuta e grave o da malattia gastroenterica in atto

 

Effetti indesiderati:

  • Molto Comuni (>10%): febbre, diarrea, vomito

  • Comuni (1-10%): infezioni delle vie respiratorie,

  • Non Comuni (0,1-1%):  nasofaringite, dolore addominale, rash

  • Rari (0,1-0,01%):

  • Molto Rari (<0,01%):


Somministrare RotaTeq rapidamente una volta tolto dal frigo.

Papilloma HPV

VACCINO ANTI-PAPILLOMA

INFORMAZIONI

Gardasil è un vaccino quadrivalente per la prevenzione del carcinoma e della displasia del collo dell'utero, e delle lesioni genitali causate da Human Papilloma Virus (HPV) tipi 6, 11, 16, 18.

HPV 16 e 18 sono responsabili del 70,4% di cancro del collo dell'utero.

HPV 6 e 11 sono responsabili di quasi il 100% dei condilomi genitali e dei papillomi laringei (questi ultimi per trasmissione non sessuale, verificatasi in epoca perinatale o post-natale).

Il vaccino Gardasil contiene proteine altamente purificate sotto forma di particelle simili al virus, prodotte da cellule di lievito Saccharomyces Cerevisiae, mediante tecnologia da DNA ricombinante.

Il vaccino Gardasil non contiene DNA virale.

L'indicazione è basata sia sulla dimostrazione di immunogenicità in età compresa tra 9 e 15 anni (la risposta immunitaria, un mese dopo la terza somministrazione, verso HPV 6, 11, 16, 18, è superiore al 99,6% negli studi effettuati), sia sulla dimostrazione di efficacia in età compresa tra 16 e 26 anni (oltre il 93,3% di assenza di infezioni persistenti da HPV 6, 11, 16, 18).

Non è raccomandato per l'impiego in bambini di età inferiore a 9 anni, perché i dati non sono sufficienti. 

La vaccinazione consiste di tre dosi somministrate secondo la schedula 0, 2, 6 mesi.

La 2^ dose dopo 2 mesi dalla prima, la 3^ dose dopo 6 mesi dalla prima.

Intervalli minimi: la 2^ dose deve essere somministrata almeno 1 mese dopo la 1^, la 3^ dose deve essere somministrata almeno 3 mesi dopo la 2^.

Tutte e tre le dosi devono essere somministrate entro il periodo di 1 anno.

Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo.

La somministrazione concomitante di Gardasil con altri vaccini non è stata studiata.

Il vaccino non ha effetto terapeutico e la vaccinazione non sostituisce l'abituale screening del collo dell'utero.

 

Controindicazioni:

ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

La vaccinazione deve essere rimandata nei soggetti con malattia febbrile grave in fase acuta. Tuttavia la presenza di un'affezione minore, quale come una lieve infezione del tratto respiratorio superiore o un lieve rialzo febbrile, non rappresenta una controindicazione all'immunizzazione. 

 

Effetti indesiderati:

- Molto Comuni (>10%): febbre, eritema, dolore, gonfiore

- Comuni (1-10%): sanguinamento e prurito nel sito di iniezione

- Non Comuni (0,1-1%):  alterazioni dell'apparato respiratorio, del torace e del mediastino

- Rari (0,1-0,01%): orticaria, artrite

- Molto Rari (<0,01%): broncospasmo, alterazioni della cute e del sottocutaneo

Non vi è alcun aumento di Effetti indesiderati dopo la vaccinazione in donne che erano già state infettate con gli stessi tipi di HPV contenuti nel vaccino.

Durata dell'immunità: al momento attuale non è possibile prevedere se sarà necessaria, a distanza di molti anni, una dose di richiamo. Tuttavia, la presenza di elevati titoli anticorpali e la loro durata per 5 anni, ci induce a guardare con ottimismo verso questo problema.

 

E' necessaria un'accurata agitazione della siringa immediatamente prima dell'uso.